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D.Lgs 209/2005 e improponibilità

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R E P U B B L I C A  I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Il Giudice di Pace di Rossano  dott. ssa Paola Lanzillotti, ha pronunciato  la seguente

SENTENZA


nella causa civile iscritta al ruolo n. 431/07 R.G.A.C. promossa


DA

Tizia , rappresentata e difesa dall’avv. …, presso il cui studio sito in …. è elettivamente domiciliata giusta procura a margine dell’atto introduttivo;                                                                                                                                attrice

CONTRO


Aurora  Assicurazioni SPA, in persona del legale rappresentante pro-tempore,  rappresentata e difesa dall’avv. …., presso il cui studio sito in ….  è elettivamente domiciliata come da procura in calce alla memoria di costituzione e risposta;

                                                                                                                                              convenuta

Caio, rappresentato e difeso dall’avv. …, presso il cui studio sito in … è elettivamente domiciliato giusta procura a margine della memoria di costituzione e risposta;


convenuto

 


Oggetto:Risarcimento danni da sinistro stradale;

Conclusioni: le parti precisavano le conclusioni riportandosi agli scritti introduttivi ai verbali di causa da intendersi qui integralmente ritrascritti.

 


Svolgimento del processo

Con atto di citazione ritualmente notificato Tizia esponeva che in data 2.01.2007 alle 13.30 circa, alla guida della propria autovettura Fiat Panda percorreva la SS 106, in prossimità dell’albergo Roscianum di Rossano, veniva tamponata dall’autovettura … di proprietà e condotta da Caio assicurata con la compagnia Aurora Ass.ni SpA. Il sinistro si verificava in quanto Caio sorpassava ad alta velocità la Fiat Panda  non rispettando il divieto di sorpasso e in presenza della doppia striscia continua sul manto stradale, andando ad impattare sulla fiancata sinistra dell’autovettura della ricorrente. Da tale impatto scaturivano lesioni quantificate in € 4.950,38 comprensive del danno biologico, ITT, ITP, spese mediche e  danni materiali subiti dall’autovettura, e altre voci di danno. Considerato che i tentativi di concludere la vicenda in via stragiudiziale, restavano senza esito, proponeva il presente ricorso. Chiedeva, pertanto, la condanna dei convenuti in solido al risarcimento dei danni sopra detti o della diversa somma da accertare in corso di causa, oltre agli interessi, alla rivalutazione ed alle spese con distrazione  ex art. 93 cpc.


Si costituiva la società assicurativa che preliminarmente eccepiva  l’improponibilità della domanda per mancanza decorrenza dei termini previsti dall’ art. 145 e 148 del D.Lgs. 209/2005, precisando che con la costituzione in mora la ricorrente aveva formulato richiesta di risarcimento del danno alla compagnia ma con la comunicazione del 19.02.2007 la compagnia chiedeva formalmente a Tizia di integrare la richiesta di risarcimento del danno incompleta. Risultando necessarie tali integrazioni ai sensi dell’art. 145 in combinato disposto con l’art. 148 si sospendono i termini per decorrere nuovamente dalla data di ricezione dei documenti o dati integrativi. Comunque, precisava che la ricorrente non aveva mai inoltrato i documenti richiesti neanche nella missiva del 29.03.2007. Eccepiva, inoltre che nessuna responsabilità poteva essere attribuita alla convenuta e ricostruiva il sinistro in modo difforme e riteneva la pretesa risarcitoria eccessiva. Chiedeva, quindi, di dichiarare l’improponibilità della domanda, il rigetto del ricorso perché  infondato con condanna del ricorrente alle spese e competenze di giudizio, e in subordine ridurre l’ammontare dei danni lamentati. Il convenuto Caio si costituiva in giudizio e preliminarmente eccepiva la nullità della domanda per violazione delle norme sul litisconsorzio in quanto proprietario del veicolo … è la … corrente in Crosia, titolare anche del contratto RCA. Nel merito deduceva che il sinistro si era verificato per colpa esclusiva di  Tizia. Chiedeva, quindi di dichiarare la nullità della domanda, con la condanna della ricorrente al pagamento delle spese e competenze di lite da distrarsi, nel merito il rigetto della domanda e in subordine il concorso di responsabilità nel sinistro ex art. 2054 2° co. c.c.  alla prima udienza il giudice previa camera di consiglio, invitava le parti a concludere. Le parti concludevano riportandosi ai propri atti. Il giudice decideva come da dispositivo letto in udienza.

 

Motivi della decisione

La domanda deve essere dichiarata improponibile.


Con l’emanazione del D. lgs. 209/2005, entrato in vigore il 1.01.2006, la procedura di risarcimento del danno da sinistro stradale richiesto alla compagnia di assicurazione ha subito delle modifiche, che anche se non condivise, devono essere osservate.


 A prescindere dall’indennizzo diretto (art. 144 e 149 D. lgs. 209/2005), l’azione di risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli può essere proposta solo dopo che siano decorsi 60 giorni ovvero 90 nel caso di danno alla persona, decorrenti da quello in cui il danneggiato abbia chiesto alla assicurazione il risarcimento del danno ( art. 145 D.Lgs cit).


Quanto alla procedura, l’art. 148 della decreto citato dispone che la richiesta di risarcimento del ricorrente, sia che si tratti di risarcimento di soli danni a cose che di lesioni personali, deve essere corredata da una serie di documenti che vengono specificatamente elencati, tra questi la documentazione idonea a provare l’entità delle lesioni sofferte, l’attività svolta, reddito percepito. L’assicuratore è obbligato a fornire una risposta al danneggiato o all’avente diritto entro il termine di 90 giorni decorrenti dalla ricezione della documentazione prevista dal co. II dell’art. 148. Egli dovrà fare congrua offerta di indennizzo oppure comunicare analiticamente le ragioni per le quali reputa non poter porre in essere l’offerta.


Qualora il danneggiato abbia inviato una istanza risarcitoria all’assicurazione che sia incompleta o mancante della documentazione integrativa l’assicuratore deve richiedere l’integrazione della documentazione o dei dati mancanti per non sottrarsi agli obblighi di offerta. La conseguenza di tale incombente è che i termini previsti nel I co. dell’art. 148 e co.II cominceranno nuovamente a decorrere a far tempo dalla data della ricezione della documentazione integrativa.


Nel caso di specie, l’assicurazione Aurora SpA con missiva del 19.02.2007 richiedeva la integrazione della documentazione conformemente alle norme in commento, e la lettera di risposta a tale richiesta a firma dell’avv …. per Tizia, a prescindere dal valutare se fosse satisfattiva delle istanze rappresentate  della compagnia o ancora  lacunosa ( si legge nella lettera la documentazione medica in Ns possesso) è stata stilata il 1.03.2007 e ricevuta in data 29.03.2007 dalla Aurora Ass.ni SpA. Da tale data cominciavo a decorrere i termini per consentire la proposizione dell’azione.


Pertanto, se pure è stata azionata correttamente da parte attrice la procedura di richiesta di risarcimento del danno per mezzo della lettera raccomandata con avviso di ricevimento, il ricorso introduttivo del presente giudizio avente ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno da sinistro subito da Tizia depositato in cancelleria in data 30.05.2007 risulta proposto prima del necessario decorso dei 90 giorni.


Esso va pertanto dichiarato improponibile.


Considerata la novità della materia si ritiene di compensare interamente tra le parti le spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Rossano, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Tizia nei confronti di Caio e dell’ Aurora Assicurazioni SPA, in persona del legale rappresentante pro-tempore, ogni contraria istanza, eccezione e deduzione respinta, così provvede:


letti gli artt. 145 e 148 co. V° del D.Lgs 209/2005


dichiara improponibile la domanda di Tizia;   


compensa interamente tra le parti le spese del giudizio.

Così deciso in Rossano il 15.01.2008

 


Il Giudice di Pace
Dott.ssa Paola Lanzillotti

SENTENZA PUBBLICATA E COMMENTATA SULLA RIVISTA IPSOA "IL GIUDICE DI PACE" N. 2/2009 PGG.153-156

 
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