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Intimazione pagamento

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REPUBBLICA ITALIANA
- IN NOME DEL POPOLO ITALIANO -
Il Giudice di Pace di Rossano, avv. Domenico Monaco, ha emesso la seguente


S E N T E N Z A
Nella causa civile n.801/2005 del Ruolo Gen. Affari Contenz.


avente ad oggetto: Opposizione a sanzione amministrativa;

promossa da: xxxx, rappresentato e difeso dall’avv. xxxx e domiciliato presso lo studio legale di questi sito in via xxxx, giusto mandato in atti;

 

- RICORRENTE -
contro : Comune di xxx, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso, giusta delega in atti, dal funzionario sig. xxxx e domiciliato presso la Cancelleria dell’intestato Ufficio;

 

- RESISTENTE -
E contro : xxxx S.r.l., in p.l.r.p.t. sig. xxxx, rappresentata e difesa dall’avv. xxxxx presso il cui studio sito in xxxx elegge domicilio, giusto mandato in atti;
- RESISTENTE -


SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso depositato in Cancelleria in data 13.07.2005, xxx esponeva di aver ricevuto a mezzo posta intimazione di pagamento, da parte della società xxxx s.r.l., per il recupero della somma di €. 839,46 relativa al mancato pagamento del verbale di contestazione n.2213/A/2003/V redatto dal Comune di xxx e relativo ad una presunta violazione del C.d.S. Sosteneva il ricorrente la nullità dell’intimazione perché scaturente da sanzioni amministrative mai notificate, la violazione del diritto di difesa ex art. 24 Cost., violazione dell’art. 383 comma 4 del regolamento di attuazione del C.d.S. e quant’altro versato in atti. Insisteva dunque per l’annullamento del verbale e di tutti gli atti successivi e conseguenti. Con provvedimento del 23.07.2005 il Giudice di Pace fissava l’udienza del 26.11.2005 per la comparizione delle parti. Si costituiva la xxx S.r.l. chiedendo l’estromissione per carenza di legittimazione passiva, nonché l’Ente resistente, deducendo la regolarità della notifica del verbale impugnato e insistendo per il rigetto del ricorso. All’udienza del 09.01.2006, dopo produzione documentale e breve discussione, il Giudice di pace, valutati gli atti, decideva la causa dando immediata e pubblica lettura del sotto riportato dispositivo.


MOTIVI DELLA DECISIONE


Il ricorso è fondato e va accolto.  Va preliminarmente qualificata la natura dell’azione proposta dal ricorrente, atteso che essa riguarda un sollecito di pagamento inviato da una società incaricata del recupero del credito vantato dall’Amministrazione resistente e avente ad oggetto il pagamento di una sanzione amministrativa per violazione al Codice della Strada. Orbene la causa petendi del ricorso prodotto dal cittadino consiste indubbiamente nell’infondatezza della pretesa sanzionatoria avanzata dalla resistente Amministrazione, in quanto si eccepisce la mancata notifica del verbale di contestazione posto alla base della richiesta di pagamento e non solo, in quanto al ricorrente non è stata mai notificata una cartella di pagamento, precludendogli così la possibilità di proporre rituale opposizione ex art. 22 legge 689/81. Il proposto ricorso va dunque inquadrato come atto di opposizione ex art. 615 c.p.c. primo comma, pienamente ammissibile avanti al Giudice di Pace per come ribadito dalle più recenti posizioni al riguardo raggiunte dalle Supreme Giurisdizioni ( in particolare Corte Costituzionale sentenza n.318/1995) che hanno sancito l’ammissibilità del cittadino ad esperire, nelle forme di cui all’art. 615 c.p.c. “un’azione di accertamento negativo della pretesa creditoria per entrate di natura non tributaria”  indipendentemente dal momento o dalla fase di maturazione dei prodromi del processo di esecuzione, in quanto si contesta proprio il diritto di un’Amministrazione o di un Concessionario a procedere ad una determinata esecuzione, diritto su cui essa si fonda, se avviata, o si fonderebbe, se fosse da avviare. In tal senso dunque il sollecito di pagamento inviato dalla xxxx assume in concreto valenza di “primo atto idoneo a porre il soggetto in grado di esercitare validamente il suo diritto di difesa” (Cass. Civ. sent. n.2293 del 01.03.2000). Fatta questa necessaria premessa, va precisato altresì che la società resistente che ha predisposto e notificato il sollecito di pagamento, non può essere estromessa dal presente giudizio, in quanto litisconsorte necessario, seppur dal lato strettamente processuale, non essendo il titolare del credito sostanziale, in quanto deve essere informata della pendenza del giudizio stesso affinché valuti l’opportunità o meno di procedere all’adempimento del mandato ricevuto.


Passando ora all’esame del merito, va richiamato il principio secondo cui, in tema di irrogazione di sanzioni amministrative, incombe all’Ente impositore l’onere di provare tutti gli elementi costitutivi della sua pretesa sanzionatoria, compreso quelli relativi alla notifica del verbale di contestazione. L’Amministrazione resistente ha prodotto copia del verbale impugnato risultante notificato, a mezzo messi del Comune di xxxx, a tale xxx, identificata quale “persona incaricata” : tale definizione appare alquanto indeterminata e irrituale poiché non seguita dalla specificazione della qualità rivestita dalla ricevente, ai sensi dell’art. 7 della legge n.890 del 1982, ovvero se trattasi di persona di famiglia, convivente, addetta alla casa ovvero al servizio del destinatario. Parte ricorrente, dal canto suo, ha esibito certificazione attestante la mancanza di appartenenza al nucleo familiare e dunque di convivenza, tra il destinatario dell’atto e il consegnatario dello stesso. Il ricorso pertanto va accolto, non sussistendo la prova dell’avvenuta rituale notifica del verbale impugnato, che conseguentemente, va annullato in toto e congiuntamente a tutti gli atti successivi e consequenziali. Le spese di lite vanno compensate tra tutte le parti, attesa la particolarità della decisione.


P. Q. M.


Il Giudice di pace di Rossano (CS) :


Accoglie l’opposizione proposta da xxx e per l’effetto annulla in tutto il verbale di contestazione n.2213A/2003/V elevato dalla Polizia Municipale del Comune di xxx in data 09.09.2003 e tutti gli atti conseguenti e successivi.


Compensa tra tutte le parti le spese di lite.


Sentenza esecutiva, salvo gravame.


Così deciso in Rossano il 09.01.2006


IL GIUDICE DI PACE
Avv. Domenico Monaco  

 
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