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Appello e opposizione a precetto

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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI ROSSANO
II Tribunale di Rossano in composizione monocratica, in persona del Giudice
Unico dott. Massimiliano Sacchi, ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
nella causa civile iscritta al n. 1371 del 2004, avente ad oggetto: appello
avverso sentenza del Giudice di Pace di Rossano, numero 536 del 30.8.2004,
vertente tra:
WWWWW, elettivamente domiciliato in Possano, presso lo studio
del avv. EEEEEEEE, dal quale è rappresentato e difeso, unitamente agli
avvocati RRRRRRRRR del foro di Varese, come
da procura a margine dell'atto di appello;
APPELLANTE
E
Ecoross s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., elettivamente
domiciliata in Possano, presso lo studio dell'avv. YYYYYY, dal
quale è rappresentata e difesa come da procura a margine della comparsa di
costituzione;
APPELLATA
CONCLUSIONI
Come da verbale di udienza del 2.3.2006.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione, ritualmente notificato, la società Ecoross conveniva,
dinanzi al Giudice di Pace di Possano, XXXXXX esponendo che: in
data 29.3.2003, il XXX, sulla base di una sentenza emessa dal Giudice
di Pace di Gavirate, notificava alla Ecoross un atto di precetto con il quale
intimava alla stessa di pagare la somma di Euro 2.182,67; il precetto era
nullo in quanto, a margine del medesimo, non risultava apposta la procura
alle liti in favore degli avvocati XXXXXXXXXXXXX;
nel merito le somme, delle quali il XXXXX intimava il pagamento a titolo
di interessi, diritti ed onorari, non corrispondevano a quanto al medesimo
spettante.
Sulla base di tali premesse, concludeva perché il Giudice di Pace dichiarasse
la nullità dell'atto di precetto o riconoscesse come non dovuta la somma
precettata e di conseguenza accertasse l'insussistenza del diritto del
convenuto di procedere ad esecuzione forzata.
XXXXX, benché ritualmente citato, non si costituiva, per cui il
Giudice di Pace ne dichiarava la contumacia.
Con la sentenza oggetto del presente gravame, l'adito Giudice di Pace, in
accoglimento del primo motivo di opposizione, dichiarava la nullità dell'atto
di precetto notificato dal XXX alla Ecoross per mancanza di valida
procura alle liti e condannava l'opposto, alla rifusione, in favore della società
opponente, delle spese del giudizio.
Con atto di citazione, ritualmente notificato, XXXXX conveniva,
dinanzi al Tribunale di Rossano, la società Ecoross, deducendo che:l'atto di
citazione in opposizione era nullo poiché nel medesimo la data dell'udienza
di prima comparizione era indicata in maniera incerta ed univoca, essendo
riportata quella del 21 maggio giugno 2004; inoltre, l'opposizione proposta
dalla Ecoross doveva qualificarsi come opposizione agli atti esecutivi e,
pertanto, avrebbe dovuto essere proposta nel termine di cinque giorni dalla
notificazione del titolo esecutivo e del precetto; l'atto di precetto veniva
sottoscritto da difensore regolarmente munito di procura alle liti;
quest'ultima era stata apposta, infatti, a margine dell'atto di citazione con il
quale veniva instaurato il procedimento dinanzi al Giudice di Pace di
Gavirate; tale procura doveva ritenersi estesa anche alla fase esecutiva; anche
nel merito l'opposizione era infondata, in quanto gli interessi erano stati
computati dalla data del fatto dannoso e i diritti e gli onorari erano stati
calcolati sulla base del valore precettato.
Concludeva, pertanto, perché, in riforma della sentenza appellata, fosse
dichiarata la nullità dell'atto di citazione in appello per incertezza sulla data
dell'udienza di comparizione, l'inammissibilità dell'opposizione e, nel
merito, il rigetto della medesima.
Costituitasi in giudizio, la Ecoross s.r.l., esponeva che: sussisteva il difetto di
giurisdizione del Tribunale a conoscere dell'appello proposto dal XXXX,
in quanto la sentenza del Giudice di Pace poteva essere impugnata soltanto
con ricorso per cassazione o regolamento di competenza; l'eccezione di
inammissibilità dell'opposizione era infondata, in quanto la medesima veniva
proposta nei cinque giorni dalla notifica del precetto; la decisione del primo
Giudice era corretta, atteso che, a margine dell'atto di precetto, non risultava
apposta alcuna procura, ne poteva ritenersi idonea quella rilasciata a margine
dell'atto di citazione introduttivo del giudizio dinanzi al Giudice di Pace di
Gavirate; l'atto di opposizione a precetto veniva notificato presso la
Cancelleria del Giudice di Pace di Rossano, in quanto il XXX, nell'atto
di precetto, aveva eletto domicilio nel Comune di Varese; la condotta
dell'appellante integrava gli estremi della mala fede ex art. 96 c.p.c..
Concludeva, pertanto, perché fosse dichiarato il difetto di giurisdizione del
Tribunale di Possano a conoscere dell'appello e, nel merito, per il rigetto
dello stesso.
Quindi, precisate dinanzi a questo Giudice le conclusioni, all'udienza del
2.3.2006, la causa veniva trattenuta in decisione con concessione alle parti
del termine di giorni sessanta per il deposito di comparse conclusionali e di
giorni venti per repliche.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Giova preliminarmente soffermarsi sull'eccezione di inammissibilità
dell'appello, sollevata dalla società Ecoross.
Al riguardo, va, anzitutto, rilevato che, ad onta della terminologia adoperata
dalla parte, che del tutto impropriamente invocava, sul punto, una pronuncia
di difetto di giurisdizione del Tribunale di Rossano, la censura debba essere
intesa come rivolta a far valere l'inammissibilità del mezzo di impugnazione,
sperimentato dall'appellante, per essere la pronuncia, oggetto di gravame,
censurabile esclusivamente con gli strumenti del ricorso per cassazione e del
regolamento di competenza.
Tanto chiarito, rileva il Giudicante che l'eccezione sia fondata.
Sul punto giova, in primo luogo, rilevare che, per costante giurisprudenza, la
sentenza pronunciata in sede di opposizione agli atti esecutivi, non essendo
soggetta ai normali mezzi di impugnazione (art. 618 comma terzo c.p.c.), è
impugnabile, oltre che con il regolamento di competenza ai sensi dell'art.
187 d. att. c.p.c., esclusivamente con ricorso straordinario per cassazione ai
sensi dell'art. 111 Cost.. Quando contro una sentenza non impugnabile, come
quella così definita dall'ari. 618 c.p.c., è proposto appello, questo è
inammissibile e il giudice deve dichiaralo d'ufficio. L'individuazione del
mezzo di impugnazione esperibile contro un provvedimento giurisdizionale
deve essere fatta in base al principio dell'apparenza, ossia con riferimento
esclusivo alla qualificazione dell'azione proposta, così come è stata compiuta
dal giudice nel provvedimento stesso, indipendentemente dalla sua esattezza,
(che è sindacabile soltanto dal giudice cui spetta la cognizione
dell'impugnazione prescelta, secondo il predetto criterio) e dalla
qualificazione dell'azione data dall'opponente o dalla parte che propone
l'impugnazione. Pertanto la sentenza emessa nel giudizio di opposizione
esecutiva è impugnabile con l'appello, se l'azione è stata qualificata come
opposizione all'esecuzione; è, invece, esperibile ricorso per cassazione, ex
art. 111 Cost., qualora l'azione sia stata definita come opposizione agli atti
esecutivi, (cfr. Cass. civ. sent. n. 5081/96, 55580/97, 7929/97, 3400/01,
5506/03, 568/03).
Ciò posto, deve evidenziarsi che, nella sentenza oggetto del presente
gravame, il Giudice di Pace, sia pure in maniera implicita, qualificava
l'opposizione, sottoposta alla sua cognizione, in termini di opposizione agli
atti esecutivi.
In tal senso depone, infatti, il rilievo per cui, nell'affermare la fondatezza del
primo motivo di opposizione, mediante il quale la Ecoross faceva valere la
mancanza, nell'atto di precetto ad essa notificato ad istanza del xxx, di
una valida procura alle liti in capo al difensore di quest'ultimo, e nel
dichiarare la conseguente nullità dell'atto di precetto, ritenendo, altresì,
assorbite le ulteriori censure sollevate dall'opponente, il giudice di primo
grado faceva espresso richiamo a quell'orientamento giurisprudenziale (cfi.
Cass. civ. sent. n. 4483/94) secondo cui il difetto di procura alle liti può
essere fatta valere come motivo di opposizione agli atti esecutivi (cfr.
sentenza del Giudice di Pace allegata al fascicolo dell'appellata).
Da quanto osservato consegue, pertanto, che la sentenza resa dal Giudice di
Pace, avendo qualificato in termini di opposizione agli atti esecutivi quella
proposta dalla Ecoross, avrebbe dovuto essere impugnata con ricorso per
Cassazione ex art. Ili Cost. e non con il rimedio dell'appello. Ne discende
che l'impugnazione sperimentata dal xxxx debba essere dichiarata
inammissibile e che ogni ulteriore valutazione in merito alle censure dal
medesimo sollevate si riveli superflua.
In ordine al governo delle spese processuali, rileva il Giudicante che, la
natura meramente processuale della presente pronuncia, induca a ritenere
sussistenti giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese del
giudizio.
Da ultimo deve rilevarsi che la domanda di risarcimento dei danni ex art. 96
c.p.c., proposta dall'appellata, sia infondata, non avendo la parte fornito
alcuna prova dei pregiudizi che assumeva di avere sofferto in ragione della
condotta processuale della controparte. Oltre a ciò, rileva il Giudicante che,
nella specie, difetti anche il requisito soggettivo della responsabilità
aggravata, atteso che, anche in ragione della particolarità delle questioni
giuridiche esaminate con la presente pronuncia, nel gravame spiegato dal xxx
 non è ravvisabile il requisito della mala fede o della colpa grave
richiesto dall'ari 96 c.p.c..
P.Q>M.
Il Tribunale di Rossano, definitivamente pronunciando, ogni contraria
istanza, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:
a) dichiara inammissibile l'appello proposto dal XXX avverso la
sentenza del Giudice di Pace di Rossano, numero 536 del 30.8.2004;
b) compensa integralmente tra le parti le spese del presente grado di
giudizio;
e) rigetta la domanda ex art. 96 c.p.c. proposta dall'appellata.        
Rossano 24.7.2006

 
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